Le cose che restano
#21. L'Uomo Nero nudo come mamma l'ha fatto.
La fine dell’anno è arrivata e io dei bilanci me ne frego.
È andata bene, è andata male. Cosa hai realizzato, cosa hai perso, cosa resta. Io non lo so. Ho vissuto e basta, con fatica.
Ma sono, siamo, ancora qui. In ritardo, in anticipo. Chi può dirlo.
Le cose che restano è una lettura pungente, a tratti fastidiosa. Come una scheggia che ti si infila nella piega del mignolo, batte il giusto per ricordarti che ci sei, che resti. Ancora.
Mia madre mi strinse forte la mano. “Ti dico un segreto, Grace. Basta che dici il nome dell’Uomo Nero ad alta voce e lui se ne va. Una parola coraggiosa e puf, sparisce”.
Ho conosciuto questa autrice grazie a uno dei corsi di scrittura creativa che ho frequentato quest’anno e che hanno contribuito ad alimentare la mia postura alla parola - a volte ostacolata, dalla vita direi.
La prosa di Jenny Offill è breve, minima. Proprio come quella scheggia o come un espresso senza zucchero. Ti fa imprecare, è dolente e amara, ma non conoscendone il motivo più profondo ti nutri di quel dolore e di quell’amaro, perché ci vedi nitida l’altra faccia delle cose, delle cose che restano.
Che non sempre sono quelle che vuoi, ma sono quelle che hai. Ed è comunque una fortuna (ricordi le cose che avevi?).
La storia è quella di una famiglia americana, semplice e complicata, di una coppia in crisi e di una bambina che tenta di crescere al sicuro di leggende e tradizioni straniere, nonostante il sapere scientifico dei genitori, senza alcuna fede.
Una lettura che ti restituirà tinte bluastre, profonde. Come il buio dell’inverno.
L’Uomo Nero
Del buio ho timore ancora oggi, a 43 anni. Di quello della notte in cui dormo da sola e di quello dentro di me perché ancora non mi sono capita del tutto. Del buio dei miei genitori che nonostante gli sforzi non sono riusciti a nascondermi. Di quello nella mia relazione, ognuna ce l’ha.
Ma del buio, dell’Uomo Nero, ne ho e ne abbiamo bisogno per coltivare il coraggio. E puf, la fiducia si manifesta un poco per volta, come l’alba: ha bisogno del suo tempo, dei suoi giri intorno al mondo.
Quest’anno mi sono chiesta spesso se fossi abbastanza. Se non potessi fare di più, essere migliore. Il bilancio di cui parlavo prima è successo nel mentre quindi, che adesso, nel momento più giusto per farlo, non ne ho voglia. Il risultato non conta.
Perché ho scoperto che la parola abbastanza significa ciò che mi è necessario. Per il viaggio, nello specifico.
La sua radice è la stessa di bastone e basto, il supporto che nel passato si sistemava sulla groppa dell’asino per caricare i bagagli utili allo spostamento, al trasloco. Al viaggio, appunto.
Se il carico era troppo o troppo poco, non era abbastanza, non era Il Necessario.
Perciò, se proprio vogliamo tirare una riga, quest’anno è stato abbastanza.
“Un’anima è come un verme in una mela” mi disse mia madre. “A volte passi tutta una vita senza renderti conto di averla, e poi all’improvviso spunta. In Africa, l’anima ha la stessa forma del corpo ma non puoi vederla. Di notte, mentre una persona dorme, lei viaggia per il mondo, ma ritorna nel corpo quando qualcuno la tocca”.
Botta e risposta
L’esercizio di scrittura che ti propongo è:
dai un nome al tuo Uomo Nero,
alla tua paura, al tuo Buio, il lato oscuro e -soprattutto- oscurante.
Poi, parlaci. Con 5 battute di dialogo, in cui lo interroghi, domanda e risposta. Attenzione però: l’ultima parola deve essere la tua, risolutiva.
Chiudi l’esercizio con questa frase, scrivila in grande e prenditi il tempo per ripassarla:
Ti vedo. Ora puoi andare.
Funziona? Dovrebbe.
Non tanto per bilanciare i giorni alle tue spalle, quanto per riordinare le cose che restano e ti compongono, che vanno bene così.
E se non ti vanno bene così, hai tutto un altro anno davanti per farle andare meglio.
Nominare ciò che ti intimorisce o che non comprendi (ma perché succede sempre a me?) è un atto di coraggio, di cura nei tuoi confronti. E toglie potere. Lo smutanda proprio.
Te lo vedi il tuo Uomo Nero nudo come mamma l’ha fatto?
Ridicolo, no?
Umanizzarlo, dargli voce e gestualità, ti pone in una posizione paritaria, anzi, attiva. Almeno sulla carta non sarai tu ad avere la coda tra le gambe, non questa volta!
Infine, prenditi cinque minuti per sorridere, allo specchio, delle ricchezze che sei e che hai.
L’alba arriva piano, ma il sole resta tutto il giorno.
Anche dietro le nuvole.
Puf.
35 liste che (ti) sbloccano
Se mi segui da un po’ saprai che non è la prima volta che uso e propongo le liste come strumento di scrittura e anche di scoperta di sé.
Ti dirò di più. Mi piacciono così tanto che c’ho fatto un libro!
È online da pochissimi giorni, che ancora se ci penso mi sale il sorrisetto degli innamorati, gli occhi mi si fanno a cuore.
Dopo il primo Diario di scrittura e riflessioni creative questo secondo progetto ha avuto bisogno di decantare un po’. Nel tempo dell’attesa e della sperimentazione ho risolto alcuni nodi e sorriso con affetto delle mie mani-mente-cuore e delle mie persone.
Il titolo, Il potere curativo delle liste, non è a caso: almeno per me ha funzionato!
Le liste sono uno strumento potente per sbloccare contrazioni, per spuntare riflessioni e consapevolezze, e perché no, per custodire racconti, personaggi, nuove storie.
Si inizia a scrivere da una scintilla.
Si inizia a scrivere di sé, o poco più in là. Sempre.
Lo puoi regalare a te e a chi ha bisogno di:
> ritrovare sicurezza
> coltivare l’autostima
> accendere la creatività
> costruire (o restaurare) relazioni positive
> sbloccare la visione del futuro
> dirsi (e dire) grazie
Senza il contributo e i tanti abbracci della mia amica e collega Ariele Pirona, anche questa seconda pubblicazione non esisterebbe. Ormai siamo una coppia creativa di fatto e stiamo già pensando al terzo…
Sono Chiara Foffano, digital storyteller e copywriter freelance.
Mi occupo di comunicazione, di parole e significati, di sfumature e visioni.
Sono una RebelHands ed è una delle mie più grandi fortune!
Ti piacerebbe lavorare con me alla tua scrittura? Prenota la nostra prima video-call insieme e raccontami il tuo progetto: conoscerci sarà super interessante!






Non vedo l’ora di avere in mano le “mie” 35 liste!!!!!!!
Chiara!!! Sei sempre 🔝issima!!!!